Shelter Bay Marina è praticamente l’unico marina attrezzato per sostare con la barca in attesa dell’assegnazione dello slot per attraversare il canale di Panama. L’attesa puo’ superare anche le 3 settimane per cui c’è tempo di socializzare e si crea una vera e proprio comunità che condivide esperienze ed attese e sembra quasi un villaggio turistico: ci sono sere a tema con bbq e pic nic, una piscina, vengono organizzati tour nella foresta (ci sono scimmie e bradipi) e un gigantesco gruppo whattsapp dove si puo’ vendere o regalare quanto non si vuole portare nel Pacifico.


Una volta arrivati bisogna, come sempre, fare l’immigration…l’ufficio pero’ si trova a Colon che è a 45 minuti di macchina. Come da tutti consigliato, abbiamo deciso di prendere un agente che ci segue e gestisce tutte le pratiche per il passaggio del canale. Si potrebbe anche provare a fare da soli ma il risultato non è garantito. Il nostro agente si chiama Rogelio e l’abbiamo assoldato fin da dicembre; abbiamo mandato tutta la documentazione e appena entrati in acque panamensi ha sottomesso la richiesta di transito che è arrivata liscia dopo 3 settimane: passeremo il canale il 28 di marzo, non si sa fino all’ultimo se la partenza sarà alle 4am o alle 4 pm.
Insieme ad altri 2 equipaggi, Rogelio mi accompagna a Colon all’ufficio Marittimo per sottomettere la richiesta ufficiale. Per raggiungere Colon si passa sul ponte Atlantico che collega le due rive del canale e poi in mezzo a tanta foresta. La città potrebbe essere ricca e ben tenuta visto tutti i soldi che arrivano dai transiti del canale, invece è in totale degrado, con le strade devastate e case diroccate oltre ad un altissimo grado di criminalità. Colon non è certo una città da visitare da soli.

Al nostro arrivo in porto (come già successo a Martinica… sempre quando si entra in porto, per fortuna) ci accorgiamo che il freezer non funziona ….aiuto!! è pieno zeppo di pesce sottovuoto!! Portiamo tutto al ristorante del porto e troviamo il tecnico rivenditore della nostra marca che subito viene a dare un’occhiata. Il lavoro non è semplice e necessita di un po’ di tempo per cui lasciamo le chiavi a Mamhut di Deriska (conosciuto alle San Blas) che gentilmente fa la direzione lavori mentre noi siamo per due settimane e Milano.
L’unica cosa che non siamo ancora riusciti a risolvere riguarda l’estintore della sala macchine: a Martinica ci siamo accorti che era completamente vuoto e nemmeno Bertha, l’efficiente gestrice del negozio di Shelter Bay è riuscita a trovarne uno uguale. Per il momento abbiamo montato uno piu’ picco e non automatico.
A Colon vado anche a fare lo spesone prima del Pacifico. Insieme a Denize prendiamo un taxi ….ma al ritorno dobbiamo prenderne due!! Ho comperato 295 items producendo uno scontrino piu’ lungo di me: vino, birre, riso ed essenzialmente quanto non deperibile e che faremo fatica a recuperare in Polinesia (oppure costerà tantissimo).


L’ultimo giorno ci raggiungono anche gli Stark che con noi faranno il canale. Con loro andiamo in esplorazione nella foresta vicina dove vediamo un forte abbandonato presumibilmente della seconda guerra mondiale e arriviamo ad una spiaggia deserta dove Fabio fa il bagno.
Passeggiare con gli Stark nella foresta calda e umida ci a ricordare i tempi insieme a Singapore.
Attendiamo ora con ansia la comunucazione di Rogelio riguardo allo slot preciso per il passaggio del canale.




