I Guna e le molas

I Guna sono una fiera e schiva popolazione che da sempre lotta per mantenere la propria indipendenza e le proprie tradizioni. Sono uno dei pochi popoli ad essere scampati alla dominazione spagnola, rifugiandosi nell’Amazzonia prima e su queste isole poi; ora sono circa 30.000 e vivono quasi tutti su una cinquantina di isole

Per i Kuna, discendenti degli Incas e degli indios Mapuche, tutto ha un’anima: le piante, la natura, gli uomini, gli animali, tutti fanno parte di un unico organismo che li unisce con un reciproco rispetto.

Hanno un organizzazione matriarcale della società: è la donna che sceglie il suo sposo ed è la nascita di una figlia che farà continuare la stirpe. Le nuove famiglie si aggregano a quella dei genitori e costruiscono capanne vicine. Gli uomini detengono l’autorità, soprattutto nella sfera pubblica, ma sempre in virtù dello status ottenuto grazie alla loro discendenza matrilineare.

La religione è guidata dallo sciamano, chiamato “nele”, il quale si occupa di intermediare tra il mondo umano e quello degli spiriti.

A differenza degli uomini che vestono in modo molto semplice, all’occidentale, le donne sono abbigliate in modo molto originale e coloratissimo. Il tradizionale vestiario è composto da un telo avvolto intorno ai fianchi e una blusa alla quale vengono sovrapposte le spettacolari molas (pezzi di stoffa riccamente ricamati). La testa è coperta da un foulard rosso; tantissimi “wini”, braccialetti di perline, vengono posti attorno alle caviglie e sulle braccia, secondo una tecnica particolare. Una sorta di cerchietto piatto e dorato posto tra le narici, impedisce alla loro anima di fuoriuscire mentre le guance vengono tinte con il genipà, una sostanza vegetale rossa, usata come essenza di bellezza per sedurre.

Quando si butta l’ancora in una baia, prima o poi arriva la canoa di legno (scavata da un unico tronco) con un uomo al motore o al remo e le donne con barili pieni di stoffe ricamate (le molas), braccialetti e tanto altro. Si paga in usd oppure si puo’ barattare con altro. Un giorno la barca che si è avvicinata vendeva frutta e verdura e cosi’ sono riuscita a rifornire il frigo. Un altro giorno, Fabio ha dovuto trainare una canoa in panne (aveva a bordo 5 bambini, 1 cane e 1 gabbiano, giuro, un gabbiano addomesticato!).

Sono molto patriottici e ci sono bandiere un po’ ovunque. Ci sono due diverse bandiere. Una riporta una svastica al centro che rappresenta un polipo che, secondo la tradizione locale, creò il mondo. Dopo la seconda guerra mondiale venne aggiunto un anello (come l’anello che i Guna mettono al naso) per dissociarla dal simbolo nazista. L’altra bandiera è piu’ ufficiale, con 8 stelle che rappresentano le regioni e due braccia incrociate pronte a combattere. Ci tengono molto che le barche issino anche queste due bandiere oltre a quella panamense.

Le molas sono delle vere opere d’arte, ottenute cucendo e sovrapponendo diversi strati di stoffa di vari colori. L’origine delle molas deriva proprio da una serie di ornamenti che in tempi lontanissimi eseguivano con i colori sulla nuda pelle; nel tempo si è passati a riprodurli nei tessuti, con una tecnica d’intarsio complicata di grande effetto.

Motivi geometrici tipici della loro tradizione, ma anche motivi legati alla natura che li circonda, piante, animali, fino ad arrivare a vere e proprie scene tratte dalle loro abitudini e dalla loro vita quotidiana.

E dopo aver visto tutto questo, le condizioni di vita, le tradizioni e la genuinità di questo popolo che vive in capanne e si arrabatta in ogni modo, sulla strada per Colon troviamo disseminate in mare questi funghetti bianchi che non sono altro che appartamenti eco-friendly da 70mq con discesa a mare che possono arrivare a costare anche 1.5mio $. Due mondi cosi’ vicini e cosi’ lontani