Questa storia è incredibile, e chiama il destino delle cose.
Ieri abbiamo ancorato nella splendida baia davanti all’isola di Nugnubud qui alle San Blas; girando per trovare un buon ancoraggio abbiamo notato un Halberg-Rassy 49 ketch con bandiera Turca, ma non abbiamo visto nessuno a bordo. Verso sera abbiamo deciso di andare sull’isola a vedere come è il baretto / ristorante e siamo passati col tender vicino all HR 49 che si chiama Deriska, ma ancora nessuno a bordo. A terra il baretto sembra molto carino e decidiamo di restare per drinks e cena; mentre io torno in barca a prendere le carte, Laura incontra Deniz, Mahmut, un loro amico e i loro due bellissimi figli.

Deriska è la barca con cui Deniz ha fatto il giro del mondo quando era bambina e ora lo sta rifacendo con la sua famiglia esattamente come fecero i suoi genitori. Sono partiti da Marmaris, a poche miglia da Gocek da dove siamo partiti noi. Prevedono di fare “esattamente” le stesse tappe che vorremmo fare noi, Panama, Galapagos, Polinesia Francese e poi Nuova Zelanda.
Mahmut era istruttore di vela al Galatasaray Yelken Klubu e conosce benissimo il Kalamis Yelken Klubu che fu fondato da mio nonno Mario negli anni 50. Si ricordava il suo nome come primo presidente. Conosce anche Esin che era praticamente di casa da noi quando vivevamo a Istanbul e che è rimasta nel KYK; Esin era stata in qualche modo la mia prima baby sitter oltre che amica di mia mamma e di mio cugino Dino.Mahmut è stato responsabile dell’agonistica della federazione vela Turca e conosce tutti gli allenatori che hanno seguito nelle competizioni internazionali le ragazze.
Parlando di Gocek salta fuori che Mahmut è carissimo amico di Oguz Bayazit, armatore dell’Aml 50 Merlino che mi aveva aiutato tantissimo nel 2023 a capire dove mettere il Tipota per l’inverno e la preparazione per il giro. Mahmut fa di professione anche il broker e quindi conosce bene Riza ed Emek Marine, la società per cui lavorano Husseyin e Durukan, i nostri cari amici dell’inverno 23-24 con cui abbiamo passato tanto tempo sul Tipota a prepararla.
Ci fermiamo con la ricerca di cose in comune consci che potremmo andare avanti delle ore e che sicuramente ne salteranno fuori delle altre.
Ci raccontano del loro progetto e di come fanno scuola ai ragazzi a bordo di Deriska. Deniz che è per metà inglese fa la parte umanistica, mentre Mahmut fa matematica: seguono il programma americano e sembra tutto così facile e naturale. Probabilmente per Deniz, averlo vissuto in prima persona fa una grande differenza.
Parliamo di tutto, dalla navigazione alla pesca, dalle regate alla preparazione delle barche; sembra di conoscersi da sempre. Dopo cena passiamo su Deriska per un Cay (the turco) e vediamo Deriska, che barca incredibile, 40 anni e tenuta benissimo, hanno appena cambiato il motore e il generatore, e l’atmosfera è quella di una casa con due figli piccola vissuta serenamente.
Oguz, che segue sia Tipota che Deriska ha scritto questo post su instagram che ci è piaciuto un sacco.
“Yesterday I have been thinking how close Deriska and Tipota are. And I have received these beatiful photos. This meeting was not a coincidence: there are no coincidences in life… everything has a sign before it happens and a trace after it happens. I think everything carries a message. If a person can receive and read these messages, he can establish a cause/effect relationship, but if he can not read and can’t establish the cause/effect relationship, he calls it luck or coincidence or a miracle. Merlino loves TipotaTakesTheWorls and Sailing_Deriska. Selam ve kocaman sevgiler dostlara (Greetings and big love to friends)”
Proviamo a organizzare una cena a Colon, ma non si incastra, ci vedremo a Panama City dopo il canale e di sicuro in giro per il Pacifico. Siamo contenti di potere navigare insieme a Deriska e pensiamo anche noi, come Oguz che sia un segno del destino, non un caso