Canale di Panama

A fine 800, dopo il successo del canale di Suez, i francesi costituirono una società per affrontare la costruzione di un canale tutto a livello del mare che collegasse i due oceani (ci si pensava già dal 1500). L’impresa falli a causa delle grandi difficoltà legate al terreno (roccia invece di sabbia), al clima e al territorio (foresta tropicale), alle malattie (febbre gialla).

Arrivarono dunque gli americani che acquistarono i diritti e le infrastrutture residue dai francessi, appoggiarono la secessione di Panama dalla Colombia e nel 1903 iniziarono i lavori; ottennero la sovranità sul canale pagando una fee annuale che fu abolita solo nel 1999. Costruirono un canale a chiuse, con laghi artificiali e dighe, adattandosi al terreno montuoso che inaugurarono nel 1914 giusto prima della prima guerra mondiale.

Prima venne costruita una grande diga sul fiume Chegres che formo’ il lago artificiale Gatun e poi delle chiuse a salire fino a 26 metri slm e poi a scendere.

Il canale viene attraversato da grandi navi e da barche da diporto sia in un senso che nell’altro. Una volta che si entra nelle acque panamensi si puo’ sottomettere la richiesta che viene approvata nel giro di circa tre settimane. Per le barche da diporto che dall’Atlantico vogliono passare nel Pacifico ci sono due slot giornalieri: uno con partenza all’alba e arrivo nel Pacifico al tramonto senza sostare nel lago ed un altro con partenza nel pomeriggio da Colon, pernottamento nel lago Gatun e ripartenza al mattino successivo per fare le chiuse in discesa. L’Autorità del canale definisce lo slot che viene comunicato il giorno prima.

Sulla barca devono esserci almeno 5 persone (una al timone, 2 a prua e 2 a poppa). Se non si è in 5 bisogna assoldare degli line handlers. Il giorno della partenza vengono comunicate le coordinate del punto in cui bisogna farsi trovare ad un orario prestabilito. Li’ arriva la pilotina con l’advisor che sale a bordo e coordina le operazioni (sulle navi grandi sale invece un vero pilota che prende in mano il timone). E’ raccomandato (anche per iscritto) fornire pasti “caldi” all’advisor (non solo panini) 🙂

Le barche vengono “impacchettate” in gruppi da 3. La piu’ grande/potente sta al centro mentre le altre due vengono legate ai fianchi. Le due barche ai lati prendono le cime lanciate degli omini che stanno in prossimità delle chiuse e fissano prua e poppa mentre quella centrale ha il motore acceso e procede.

Il 27 marzo ci comunicano che siamonel turno delle 5.30 del mattino del giorno successivo e dobbiamo rimanere sintonizzati sul canale 12 per ogni possibile cambiamento dell’ultimo minuto.

Siamo in 5 (ci sono gli Stark con noi) per cui non abbiamo bisogno di altri line handlers e con grande emozione lasciamo il porto di Shelter Bay al buio totale dirigendoci nel punto prestabilito di cui ci hanno fornito le coordinate. Buttiamo l’ancora e attiamo il nostro advisor che si chiama Gugliemo.

Con lui procediamo sotto il ponte Atlantico e attendiamo le altre due barche che si attaccano a noi a formare il pacchetto: Macarena a destra e Kairos a sinistra, entrambe con equipaggi tedeschi e con cui abbiamo modo di chiacchierare durante l’intera giornata.

Noi che siamo al centro in realtà non abbiamo molto da fare se non scattare foto, fare video e preparare da mangiare per Guglielmo.

Salutiamo l’oceano Atlantico alla chiusura della prima chiusa e cominciamo a salire. Dopo le prime 3 chiuse entriamo nel lago Gatun, molto calmo e con tanti isolotti. Nessuno ci aveva pensato, comunque è vietato fare il bagno perchè ci sono i coccodrilli.

Dopo le chiuse in discesa invece entriamo nel Pacifico…ed è davvero una grandissima emozione.

Ecco il bellissimo video che ha fatto Fabio e che penso renda proprio l’idea di questa grande esperienza