In questi due mesi e mezzo abbiamo navigato le piccole Antille, sia le isole di Sopravento a Nord che quelle di Sottovento a Sud e abbiamo scoperto che qui ovunque ci sono tante aragoste. E sono le aragoste vere, quelle con le antenne e non gli astici con le chele che si trovano in climi più freddi.
In inglese non si fa differenza e si chiamano tutte lobster, ma al palato la differenza è sostanziale e l’aragosta vince a mani basse sull’astice.

Le aragoste vivono ad una profondità di 20-30 metri nelle fessure delle rocce e delle barriere coralline, solo occasionalmente si avventurano fuori di notte per cacciare lumache, vongole, granchi o ricci di mare. A volte, migrano in gruppi molto grandi in lunghe file di animali sul fondo del mare; queste file possono essere lunghe più di 50 esemplari.  Si tengono insieme per contatto, usando le loro lunghe antenne. I potenziali predatori possono essere dissuasi dal cibarsene da un forte stridore fatto dalle antenne che sfregano contro una parte liscia dell’esoscheletro.

Ne abbiamo mangiate parecchie e tutte buonissime., alcune però meritano una menzione speciale.


La prima volta sulla spiaggia di Barbuda da Enoch con Paola, Alex, Silvia, Jax e Flavia. Un posto mitico dove Enoch, un omone nero, gestisce un ristorante tutto da solo: ha 5-6 griglie dove arrostisce le aragoste tagliate a metà per il lungo e le accompagna con patate al cartoccio. Si beve birra o Pina Colada e si mangia a 5 metri dal mare.

E’ pratica comune che i pescatori dopo avere pescato le aragoste girano tra le barche ormeggiate tenendo l’aragosta viva in mano e proponendola agli equipaggi. Con Mario e diana ne abbiamo comprate due, entrambe ancora vive, una da circa un Kg a Bequia e una davvero gigante da 3,3 Kg a Canouan.
Queste le abbiamo cucinate all’italiana: chef Mario ha fatto pasta felicietti nera con sugo all’aragosta per la prima e risotto + una catalana gigante con quella da 3 Kg.

Infine un posto mitico alle Tobago cays, sull’isoletta disabitata di Petit Rameau c’è un posto incredibile dove ci sono una trentina di tavoloni con panche sulla spiaggia e una tettoia sotto la quale vari personaggi pittoreschi cuociono le aragoste alla griglia. Le griglie sono condivise dai vari cuochi e quando i clienti arrivano o prenotano devono scegliere lo chef. Noi con Paulo e Paula Fernandes abbiamo scelto Queen Elizabeth, una donnona caraibica che si chiama Elizabeth e si è autoproclamata queen. Ci siamo stati una prima sera e ci è piaciuta così tanto che ci siamo tornati il pranzo successivo.